Acqua, focus sulla gestione idrica dal 2020 al 2024

Lo rileva il focus Istat sulla gestione idrica delle acque in Italia tra il 2020 e il 2024: nel 2022 i gestori dei servizi idrici per uso civile erano 2.110, per l’82,4% Comuni/enti locali (enti in economia) e per il 17,6% gestori specializzati. Questi ultimi hanno svolto almeno uno dei servizi idrici pubblici, come prelievo di acqua per uso potabile, distribuzione dell’acqua potabile, fognatura, depurazione delle acque reflue urbane. Quattro enti specializzati su 10 si sono occupati dell’intera filiera, dal prelievo alla depurazione.

A seguito della riforma che nel 1994 ha introdotto il servizio idrico integrato, il numero dei gestori è diminuito progressivamente.
Secondo il focus Istat, condotto in occasione della Giornata mondiale dell’acqua, celebrata il 22 marzo, rispetto al 2020 la riduzione è di 281 gestori, dovuta ai cambiamenti nella gestione soprattutto nelle province di Como, Varese e Rieti.

Persiste la frammentazione nella gestione del servizio

L’attuazione della riforma è tuttavia ancora incompleta, e persiste una significativa frammentazione nella gestione del servizio idrico, soprattutto in Calabria, Campania, Molise, Sicilia, Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste e nelle province autonome di Bolzano/Bozen e Trento.
Nel triennio 2022-2024 sono però emersi importanti segnali di integrazione gestionale.

Nel 2022, il prelievo di acqua per uso potabile è gestito da 1.492 enti (-127 vs 2020): nel 79,4% dei casi si tratta di gestori in economia (1.184 enti) e nel restante 20,6% di gestori specializzati (308).
Calabria (262) e Sicilia (248) sono i territori con il maggior numero di operatori attivi nell’ambito del prelievo idropotabile. Di contro, sempre nel 2022, il numero minore di gestori (4) è in Umbria e Basilicata.

Gli enti specializzati dominano il prelievo idropotabile

Benché in numero nettamente inferiore, gli enti gestori specializzati dominano il prelievo idropotabile, poiché operano su ampie aree e su fonti di approvvigionamento rilevanti.

Nel 2022, dei 9,14 miliardi di metri cubi di acqua prelevata per uso potabile i 308 gestori specializzati hanno prelevato il 91% del totale (8,3 miliardi di mq), testimonianza del progressivo processo di accentramento nella gestione del servizio. I 1.184 gestori in economia sono invece responsabili del prelievo del 9% (812 milioni di mq), quasi interamente derivati da fonti sotterranee.

Nel distretto idrografico dell’Appennino settentrionale i prelievi sono gestiti quasi esclusivamente da enti specializzati, che coprono il 99% del volume, lasciando solo l’1% alla gestione in economia.

Dall’approvvigionamento alla distribuzione: un panorama diversificato

Il panorama dei gestori delle fonti di approvvigionamento per uso potabile evidenzia una marcata diversificazione a livello locale.
La maggior parte dei gestori che si occupa dell’approvvigionamento gestisce anche la distribuzione comunale dell’acqua (1.437, oltre il 95% degli enti).

A questi enti si affiancano operatori che nel ciclo potabile si occupano esclusivamente del prelievo.
Accanto ai gestori di sovra-ambito e ai grossisti di acqua per uso potabile, che movimentano volumi significativi destinati ai gestori di rete, operano infatti anche piccole gestioni che amministrano fonti idriche più limitate, poi convogliate alla distribuzione.