Come misurare il livello di silenziosità di un condizionatore d’aria?

Se stai pensando di acquistare un nuovo condizionatore d’aria, sicuramente la potenza ed il livello di efficienza energetica sono dei fattori importanti da considerare. Assieme a questi però, va anche considerata la rumorosità.

Più un condizionatore d’aria è silenzioso infatti, migliore è il comfort percepito e soprattutto è possibile adoperarlo anche in camera da letto durante la notte senza che per questo il nostro sonno venga disturbato.

Quali sono i condizionatori d’aria più silenziosi?

Sicuramente, i condizionatori d’aria più silenziosi sono quelli che hanno un livello di rumorosità inferiore ai 45 decibel, ed in particolar modo quelli che sono sotto i 30 decibel vengono considerati i più silenziosi in assoluto.

Per poter capire quanti decibel abbia il condizionatore d’aria che si sta esaminando, è sufficiente leggere la scheda tecnica o direttamente l’indicazione della rumorosità espressa in decibel che si trova sulla confezione stessa. Tra tutti, i condizionatori Daikin sono riconosciuti tra i più silenziosi in assoluto.

Come norma generale, bisogna ricordare che i condizionatori d’aria portatili sono più rumorosi di quelli fissi. Infatti, il motore dei condizionatori portatili è decisamente più rumoroso dei modelli che si fissano a parete, anche perché questo si trova all’interno del dispositivo stesso e non viene invece fissato all’esterno dell’edificio come avviene per le unità dei condizionatori portatili.

Sicuramente, la silenziosità di un condizionatore d’aria dipende anche dalle caratteristiche di progettazione del dispositivo e dagli split interni, così come dalle ventole ed all’eventuale presenza della tecnologia inverter la quale è decisamente utile a rendere il dispositivo assolutamente silenzioso.

La tecnologia inverter

La tecnologia inverter infatti, evita che il dispositivo debba continuamente accendersi e spegnersi andando a disturbare tutte le persone che si trovano nei pressi di casa nostra inclusi i nostri vicini, dato che in sua assenza l’unità esterna va ad accendersi continuamente (si per raggiungere la temperatura desiderata e si spegne dopo averla raggiunta) e questo può essere fastidioso soprattutto di notte.

Meglio dunque scegliere un climatizzatore moderno e dotato di tecnologia inverter, ossia di quelli fissi (con il motore che viene piazzato all’esterno) e con un livello di rumorosità che sia al di sotto dei 45 decibel.

Smart working, 1 donna su 3 lavora più di prima

Smart working, 1 donna su 3 lavora più di prima

Per garantire continuità al proprio business e tutelare la salute dei dipendenti in questo periodo le aziende sono ricorse a un uso massiccio dello smart working. Dalla ricerca #IOLAVORODACASA, condotta da Valore D Oltre su oltre 1300 lavoratori, tra dipendenti e non di multinazionali e Pmi, emerge che il 93% degli intervistati sta lavorando da casa. Ma per le donne lo smart working, più che smart, è extreme. Secondo l’analisi, infatti, una donna su tre lavora più di prima, mentre tra gli uomini il rapporto è di 1 su 5. Il 60% del campione femminile dipendente però era già abituato a lavorare in modalità lavoro agile. Ma non è facile concentrarsi in un momento di convivenza familiare prolungata e forzata. E c’è chi non riesce, o fa fatica, a mantenere un equilibrio tra il lavoro e la vita domestica.

Millennials più confuse rispetto alle Baby Boomers 

Pur avendo una forte tenuta emotiva (oltre il 60% delle donne ha espresso sentimenti positivi e di rinnovamento) il 40% delle donne vive questo periodo con ansia, rabbia e confusione. In particolare la generazione delle Millennials, che si sentono molto più confuse rispetto alle Baby Boomers (22.8% le prime contro il 6% delle seconde).

“La ricerca conferma che la responsabilità della cura famigliare continua a gravare in prevalenza sulle donne, che soprattutto in questa situazione di emergenza, fanno fatica a conciliare la vita professionale con quella personale – commenta Barbara Falcomer, direttrice generale di Valore D -. Sarebbe invece auspicabile che proprio momenti di crisi come questi potessero aiutare a sviluppare una maggiore corresponsabilità genitoriale, che alleggerisca la donna dal duplice carico famigliare e professionale”.

Parola d’ordine, resilienza

La resilienza è un aspetto che caratterizza in modo importante la fascia femminile sopra i 40 anni. Oltre il 48% di loro ha espresso una forte capacità di affrontare e superare questo periodo di difficoltà, contro l’11% delle donne sotto i 30 anni. In compenso, la speranza è un sentimento trasversale, che in questo momento accomuna le donne di tutte le generazioni, con un leggero incremento tra chi ha meno di 40 anni.

In ogni caso, quasi la totalità degli intervistati (90%) ritiene che le aziende siano intervenute prontamente, e spesso abbiano anticipato le disposizioni governative.

Pause caffè e pranzi virtuali, o video call di gruppo

Anche la dimensione ludica aiuta a tenere alto il morale. Alcune aziende mantengono viva la Community attraverso il gruppo Facebook aziendale o apposite piattaforme utilizzate per attività sia business sia leisure (sport, cucina ecc.). Importanti, poi, si rivelano anche le relazioni tra colleghi, che per condividere la difficoltà del momento e allentare la tensione si ritrovano per pause caffè e pranzi virtuali, o video call di gruppo. E il futuro? La maggior parte (85%) crede che in futuro questa situazione contribuirà a introdurre, modificare, e rinforzare il modello di smart working in azienda.

Criptovalute, vola la capitalizzazione: +44,1% nel 2019

Criptovalute, vola la capitalizzazione: +44,1% nel 2019

L’intera capitalizzazione del mercato delle criptovalute chiude il 2019 a 180 miliardi di dollari. Un aumento record del 44,1%, per guadagni di 60 miliardi di dollari dall’inizio del 2019. Lo evidenzia il Secondo il Rapporto annuale di CoinGecko relativo al 2019, secondo il quale all’impennata delle criptovalute si intreccia la crescita vorticosa dei bancomat Atm che cambiano i bitcoin, in aumento di 11 unità al giorno. Allo sviluppo del settore criptovalute hanno contribuito in maniera decisiva gli investimenti nel settore di grandi aziende globali, come  Facebook, JPMorgan, Microsoft, Shopify, Tesla, Telegram, Ibm, ma anche di governi, come quello cinese.

Bitcoin, la risorsa più performante del 2019

In particolare, il volume degli scambi del mercato basato sulla tecnologia blockchain è aumentato del 600% nel 2019 e continua a crescere. Con una capitalizzazione di mercato superiore ai 150 miliardi di dollari, non sorprende che Bitcoin (Btc) sia stata la risorsa più performante del 2019. Dopo il suo lancio nel 2009, è diventata la criptovaluta più popolare al mondo e da allora domina il mercato, mentre al secondo posto troviamo Ethereum, nata nel 2015 e con una capitalizzazione di 17,50 miliardi di dollari. Ricerche e sondaggi di istituzioni come il World Economic Forum, Deloitte o McKinsey calcolano che fino al 10% del Pil globale,  ovvero 10 trilioni di dollari su un totale di 100 trilioni di dollari, sarà gestito mediante l’aiuto della tecnologia blockchain entro il 2027.

Rivoluzione blockchain, un punto di non ritorno

Si tratta di numeri che aiutano a capire la prospettiva e il potenziale della rivoluzione blockchain. “Ormai banche, governi e multinazionali stanno adattando le proprie infrastrutture monetarie a nuovi concetti di crittografia e decentralizzazione, è un punto di non ritorno – spiega Gian Luca Comandini, membro della Task Force Blockchain del Mise, professore di Blockchain all’Università Guglielmo Marconi di Roma e fondatore di Blockchain Core -. In un futuro in costante e rapida trasformazione è importantissimo che anche l’Italia faccia la sua parte e si affacci da leader nel settore fintech anche nel panorama globale”.

Nel prossimo decennio si assisterà al collasso di tanti sistemi intermediari

Secondo Comandini, riporta Adnkronos, dobbiamo quindi prepararci “ad assistere nel prossimo decennio al collasso di tanti sistemi intermediari che hanno causato fin troppe crisi e problemi globali e ad accogliere nel bene e nel male una nuova era di decentralizzazione”. Questo, osserva ancora Comandini, “impatterà su tutto, non solo sul nostro sistema economico e monetario che tuttavia è il primo a essere rivoluzionato. Speriamo solo che la gente decida di utilizzare bitcoin e non altre tipe di monete pseudo-decentralizzate”.

Produzione industriale in ripresa a gennaio. I dati Istat

Produzione industriale in ripresa a gennaio. I dati Istat

Il 2019 si è aperto con un segno positivo per la produzione industriale italiana. L’indice destagionalizzato a gennaio 2019 è aumentato dell’1,7% rispetto a dicembre. L’indice destagionalizzato mensile mostra inoltre aumenti congiunturali diffusi in tutti i comparti, e se aumenta in misura marcata l’energia (+6,4%), con una dinamica meno accentuata crescono anche i beni di

consumo (+2,4%), i beni intermedi (+1,0%) e i beni strumentali (+0,3%).

Nella media del trimestre novembre-gennaio, secondo dati Istat, il livello destagionalizzato della produzione però è diminuito dell’1,8% rispetto ai tre mesi precedenti. E se corretto per gli effetti di calendario, a gennaio 2019 l’indice è diminuito in termini tendenziali dello 0,8%, poiché i giorni lavorativi sono stati 22, come a gennaio 2018.

Aumento per energia, diminuzione per beni intermedi, di consumo e strumentali

Gli indici corretti per gli effetti di calendario registrano a gennaio 2019 un accentuato aumento tendenziale per l’energia (+11,7%), mentre diminuiscono i beni intermedi (-3,3%), i beni di consumo (-2,7%) e, in misura più contenuta i beni strumentali (-1,7%).

I settori di attività che registrano le variazioni tendenziali positive più rilevanti sono la fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria (+14,8%), la fabbricazione di computer, prodotti di elettronica e ottica, apparecchi elettromedicali, apparecchi di misurazione e orologi (+4,4%), e fabbricazione di apparecchiature elettriche e per uso domestico non elettriche (+2,2%).

Le diminuzioni maggiori si registrano nella produzione di prodotti farmaceutici di base e preparati farmaceutici (-10,5%), metallurgia e prodotti in metallo esclusi macchine e impianti (-8,8%) e attività estrattive (-4,6%).

Una dinamica dei prezzi stazionaria

A gennaio 2019 l’Istituto di statistica stima inoltre una dinamica congiunturale stazionaria dell’indice dei prezzi alla produzione dell’industria, mentre, su base annua, registra una crescita del 3,4%. Sul mercato interno i prezzi alla produzione dell’industria rimangono invariati su dicembre e aumentano del 4,4% su base annua. Al netto del comparto energetico la dinamica congiunturale è positiva (+0,2%) mentre si riduce in misura ampia l’incremento tendenziale (+0,9%).

Nel trimestre novembre 2018-gennaio 2019 l’Istat stima inoltre un incremento dei prezzi alla produzione nell’industria dello 0,1% sul trimestre precedente, riferisce Adnkronos.

Prodotti farmaceutici e industria tessile ampio aumento sul mercato interno

La dinamica congiunturale dei prezzi è positiva sul mercato interno (+0.2%) e negativa su quello estero (-0.3%). I settori manifatturieri che si caratterizzano per il più ampio aumento tendenziale sul mercato interno sono la fabbricazione di prodotti farmaceutici e l’industria tessile (rispettivamente +2,0% e +1,9%). In calo invece i prodotti petroliferi raffinati (-2,9%). Sul mercato estero area euro la variazione positiva più intensa (+2,8%) si registra per l’industria chimica e per le altre industrie manifatturiere, mentre il settore dei mezzi di trasporto mostra la flessione maggiore (-1,7%). Per l’area non euro la crescita tendenziale più rilevante si registra per i prodotti chimici (+4,1%), mentre il decremento più marcato si rileva per i prodotti petroliferi raffinati (-5,3%).

Come rinegoziare lo stipendio

Come rinegoziare lo stipendio

Si guadagna il giusto sul proprio posto di lavoro? Lo stipendio è in linea con la propria mansione e con l’andamento del mercato? In alcuni casi può essere necessario rinegoziare il proprio stipendio. Per farlo, però, bisogna essere preparati al meglio per affrontare una situazione che potrebbe essere non proprio facile, anche sotto il profilo personale.

Non farsi prendere dall’emotività

“Negoziare lo stipendio è sfidante, è qualcosa che mette in discussione non solo gli aspetti legati alla propria carriera ma anche quelli più vicini alla vita personale. Per questo motivo, bisogna prepararsi seriamente in vista del confronto con il proprio datore di lavoro. Bisogna essere pronti a parlare di aspettative specifiche e realistiche basate sulle proprie capacità, esperienze e tendenze del mercato, senza farsi prendere dall’emotività”, spiega Adriano Giudici, executive manager divisione engineering & manufacturing di Michael Page, gruppo specializzato nella selezione di professionisti, middle e top manager. Un altro passaggio fondamentale è quello di verificare se la propria retribuzione è il linea con la media nazionale. “Poi – suggerisce ancora Giudici – è necessario conoscere la situazione finanziaria della società ed è opportuno sapere se il proprio stipendio, o quello desiderato, è in linea con la retribuzione del mercato”.

Riflettere sulle esigenze personali

Prima di effettuare una richiesta bisogna capire quale livello salariale minimo potrebbe essere soddisfacente e quale è invece la retribuzione ideale, in modo da iniziare a negoziare sempre dal valore più alto e lasciare spazio alle proposte. Per identificare la cifra corretta bisogna pensare al costo della vita, alle tendenze del mercato e alla propria istruzione ed esperienza, senza tralasciare i desideri collegati al proprio percorso professionale per il breve, medio e lungo termine.

Non solo stipendio, le altre proposte da valutare

Quando ci si trova a negoziare bisogna sempre ricordarsi che il pacchetto retributivo non si limita solo al salario. L’offerta aziendale può comprendere formazione, orari flessibili, smart working, benefit etc. Inoltre, è molto importante valutare l’esistenza di un percorso di crescita e promozione chiaro e ben delineato.

Negoziare in modo deciso ma giusto

Importante il tempismo, inoltre, deve essere sempre il datore di lavoro ad affrontare per primo il tema del salario. All’interno di una negoziazione è fondamentale essere preparati e non perdere di vista i punti sostanziali della propria richiesta. Entrambe le parti auspicano alla situazione più vantaggiosa per loro e, per questo motivo, bisogna sempre rispettare l’interlocutore senza però mostrare indecisioni o insicurezze.

Occhio al pacchetto turistico: il vademecum per una vacanza senza guai

Occhio al pacchetto turistico: il vademecum per una vacanza senza guai

Programmare le proprie vacanze può essere divertente, ma richiede tempo e spesso diventa fonte di dubbi e perplessità sulla meta, gli alberghi da prenotare e la costruzione dell’itinerario. Ecco quindi che per molti nasce l’esigenza di acquistare i pacchetti turistici, nati per facilitare la scelta e soddisfare le passioni e le esigenze di chi parte.

Ogni pacchetto però può comprendere criteri organizzativi e standard differenti, ecco quindi che occorre prestare una grande attenzione nell’affidarvisi. Il rischio di incappare in brutte sorprese che trasformano il sogno della vacanza ideale in un incubo è sempre in agguato.

Le indicazioni dell’Unione nazionale consumatori

A far luce su tutti i fronti, l’Unione nazionale consumatori, che suggerisce a chi parte una serie di precauzioni:

– Richiedere copia del contratto che si sottoscrive, accertando che faccia chiaro riferimento alle offerte contenute nei cataloghi informativi, vincolanti per l’organizzatore.

– Se si sottoscrive una polizza di assicurazione, leggere attentamente le condizioni contrattuali (occhio alle voci che riguardano le franchigie, le spese non rimborsabili, etc.).

– Qualora la destinazione sia un Paese straniero, verificare la necessità di adempimenti burocratici o sanitari (documenti di espatrio, visto di ingresso, vaccinazioni, etc.).

– Opporsi, per iscritto, ad eventuali richieste di ulteriori esborsi da parte dell’agenzia quando mancano meno di venti giorni alla partenza (entro tale termine la legge vieta qualsiasi maggiorazione del prezzo e se l’aumento eccede il 10% del costo complessivo del pacchetto, il consumatore potrà comunque recedere dal contratto).

Le regole della vacanza

Esistono, inoltre, una serie di regole che, secondo l’Unione nazionale consumatori, da seguire anche durante la vacanza.

– Il soggiorno deve svolgersi esattamente come previsto (ogni modifica del programma o della sistemazione alberghiera legittimano il consumatore al rimborso del prezzo per la prestazione non goduta oltre al risarcimento del danno).

– Rivolgersi ai rappresentanti dell’organizzazione sul posto per segnalare ogni difformità rispetto al contratto di viaggio (è utile precostituire la prova scritta delle lamentele inoltrate).

– Documentare gli eventuali disagi tramite fotografie, dichiarazioni sottoscritte da altri turisti, fatture di spesa (saranno indispensabili per ottenere dal Giudice il risarcimento dei danni).

E al rientro?

– Entro 10 giorni dal rientro, nel caso di difformità o disservizi, formalizzare un reclamo con richiesta di rimborso a mezzo lettera raccomandata a.r. indirizzata all’agenzia di viaggi, al tour operator e per conoscenza all’Unione nazionale consumatori.

– Conservare, in ogni caso, il catalogo, la documentazione di viaggio e la documentazione comprovante l’eventuale inadempimento del tour operator.

In molti al rientro dalle ferie si trovano nella situazione di dover esprimere lamentele e dissensi per aver prenotato una vacanza, magari attratti da un prezzo allettante, per poi scoprire al momento della partenza (e in alcuni casi all’arrivo nel luogo di villeggiatura) che si trattava di qualcosa di difforme. Queste le mosse per far valere i propri diritti, anche se la migliore forma di difesa, comunque, rimane la prevenzione. Sarebbe bene diffidare dai prezzi stracciati a fronte di immagini allettanti, così come in caso di annunci on line è sempre meglio chiedere i dati anagrafici e sentirsi anche per telefono.

Altri stratagemmi per la vacanza perfetta?

Non esitare poi a chiedere qualche fotografia in più sia degli esterni che degli interni, fare una ricerca sul web sui siti di recensioni o per avere un’idea generale del posto. Infine, cercare su Google maps l’indirizzo pubblicizzato può rivelarsi utile per assicurarsi della posizione, nonché e dell’esistenza stessa della struttura.

La vacanza per gli italiani è ecosostenibile

La vacanza per gli italiani è ecosostenibile

Gli italiani sono sempre più ecosostenibili e attenti all’ambente. Anche nella scelta delle vacanze. Lo rivela lo studio Sustainable Travel Report condotto dal sito di prenotazioni online Booking.com su scala globale, dal quale risulta che il trend dei “viaggi green” sia in continua crescita. La maggior parte dei viaggiatori (l’87%) dichiara infatti di voler viaggiare in modo sostenibile, e circa 4 su 10 (39%) confermano di farlo sempre, o quasi sempre. Tuttavia, il 48% degli intervistati sostiene di non riuscire a viaggiare mai (oppure solo raramente) in modo sostenibile. Un dato che fa intravedere quanta strada ci sia ancora da fare per trasformare un trend in una realtà consolidata.

Circa la metà dei viaggiatori associa l’idea di viaggio sostenibile a soggiorni in strutture eco-friendly

Circa la metà dei viaggiatori (46%) associa l’idea di viaggio sostenibile a soggiorni in strutture eco-friendly o green. I motivi che spingono a scegliere questo tipo di soggiorno sono abbattere l’impatto sull’ambiente (40%), vivere un’esperienza locale (34%), e voler fare la scelta giusta rispetto alla struttura in cui si soggiorna (33%). Oltre due terzi (68%) dei viaggiatori poi dice di voler soggiornare in una struttura ecosostenibile nel 2018, in netta crescita rispetto al 2017 (65%) e al 2016 (62%).

Il viaggio stesso ispira sostenibilità

Ma cosa spinge le persone a voler viaggiare in modo sostenibile? Il viaggio stesso resta il fattore principale: sei persone su dieci (60%) affermano infatti che i fantastici panorami naturali visti durante i viaggi passati li hanno ispirati a viaggiare in modo più sostenibile, mentre oltre la metà (54%) dichiara di aver preso ispirazione dopo aver visto l’impatto del turismo sulle mete visitate.

Inoltre, il 40% pensa infatti che usare siti di prenotazione online possa garantire ulteriori filtri per trovare opzioni sostenibili o eco-friendly, mentre il 32% vorrebbe avere a disposizione uno standard internazionale che identifichi le strutture eco-friendly.

Costi e mancanza di certificazioni ostacolano la vacanza green

Per molte persone, però, viaggiare sostenibile costa ancora troppo rispetto ai viaggi tradizionali. Tuttavia, due terzi dei viaggiatori (67%) sono disposti a spendere almeno il 5% in più per assicurarsi che il viaggio abbia il minore impatto possibile sull’ambiente. La ricerca mostra anche che la mancanza di informazioni e di certificazioni attendibili possa rappresentare un ulteriore ostacolo ai viaggi ecosostenibili (32%). In particolare per i viaggiatori in India, Cina e Giappone, che considerano questo aspetto ancora più penalizzante rispetto agli eventuali costi elevati del viaggio

Bambini, a mangiare sano si impara da piccoli

Bambini, a mangiare sano si impara da piccoli

Il sogno di ogni mamma: avere un bambino che mangia felice e soddisfatto sia la frutta sia le verdura. Non è certo un segreto che un’alimentazione sana e bilanciata, fin dai primi mesi di vita, sia infatti il lasciapassare per una vita lunga e felice. Però per quasi tutti i genitori questo desiderio rimane poco più di un miraggio: la stragrande maggioranza dei piccoli non ne vuole proprio sapere di mangiare bene . Allora, che fare? Esistono diversi stratagemmi per far sì che anche i piccini più renitenti inizino ad avvicinarsi a una dieta corretta senza troppo scossoni o capricci.

Iniziare gradualmente

Innanzitutto, se i bambini sono davvero piccoli si potrebbe abituarli a nuovi sapori introducendo qualche alimento in più – e ciò vale in particolare per le verdure – all’interno delle pappe che già conosce e apprezza. In questo modo, gradualmente, il bambino scoprirà che zucchine e spinaci non sono poi così male, anzi. Se i ragazzini sono un po’ più grandicelli, un ottimo trucco è quello di avvicinarli a pietanze nuove facendosi aiutare in cucina nella preparazione di questi piatti: si sa, uno chef assaggia tutto quello che prepara! Infine, ma questo consiglio vale anche per gli adulti, sarebbe opportuno abolire dalla dispensa cibi davvero poco salutari come patatine o snack confezionati: per uno spuntino veloce, soprattutto nella bella stagione, sono perfetti finocchi, carote, pezzi di frutta magari tagliati e presentati in modo divertente.

Mamma e papà devono dare il buon esempio

Per invogliare i bambini a mangiare bene, non esiste stimolo più efficace del buon esempio. Anche gli adulti, quindi, devono seguire un’alimentazione corretta, alla stessa stregua dei bambini. Se mamma e papà mangiano chips e caramelle, anche il piccolo vorrà fare altrettanto. Se invece i genitori mostreranno come sono buone frutta e verdura, consumandola a loro volta, il processo di insegnamento sarà più naturale e infinitamente più facile.

Ogni tanto si può sgarrare

Lo sappiamo tutti: i divieti assoluti sono l’invito a trasgredire. Quindi, anche in cucina e in tavola, ogni tanto ci si può concedere qualche sfizio. Un gelato per merenda, una festa con gli amici dove le torte o i pasticcini sono i protagonisti, ma anche un piatto di patatine fritte possono essere concessi senza particolari problemi o sensi di colpa. L’importante è seguire una sana routine di base – si sa, i bambini sono anche abitudinari – e lasciare qualche volta largo alla trasgressione. Così si crescerà in salute e felici.