Politica industriale: cosa prevede il primo disegno di legge sulle PMI?

Il 14 gennaio è stato approvato dal Consiglio dei ministri il primo disegno di Legge annuale sulle Pmi.
Il provvedimento introduce misure strategiche per rafforzare le micro, piccole e medie imprese italiane incentivando l’aggregazione, l’innovazione del sistema produttivo e l’accesso al credito.

In particolare, alle filiere del comparto Moda sono destinati fino a 100 milioni di euro per i ‘Mini Contratti di Sviluppo’, finalizzati a sostenere programmi di investimento di importo non inferiore a 3 milioni di euro e non superiore a 20 milioni. Sono state anche introdotte le ‘Centrali consortili’, nuovi enti giuridici che mirano a rafforzare la competitività e l’innovazione attraverso modelli di cooperazione efficienti e solidali.

Si tratta di “Una svolta strategica per la politica industriale del nostro Paese”, ha commentato Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy promotore della misura.

Favorire l’accesso al credito

Per favorire l’accesso al credito, il disegno di legge attribuisce al Governo una delega per il riordino normativo della disciplina dei Confidi. Obiettivo, semplificare e riorganizzare le regole che disciplinano questo strumento.
Sono inoltre previste misure per ridurre i costi di istruttoria nella valutazione del merito creditizio delle imprese e interventi volti a favorire l’integrazione tra consorzi, consentendo di partecipare ad altri enti senza modificare il proprio oggetto sociale.

Sono poi introdotti incentivi fiscali per le imprese che aderiscono a un contratto di ‘rete soggetto’, permettendo la sospensione d’imposta sulla quota di utili destinata a investimenti previsti dal programma comune di rete. L’agevolazione, finanziata fino a 45 milioni di euro nel 2027-2029, riguarda gli utili realizzati nel 2026-2028, destinati al fondo patrimoniale comune o al patrimonio dedicato all’affare.

Incrementare l’occupazione giovanile

Al fine di incrementare l’occupazione giovanile, il Ddl contiene una disposizione sulla ‘staffetta generazionale’ nelle imprese, che mira a liberare in anticipo nuovi posti di lavoro mediante un sistema di pensionamento flessibile, che consenta al lavoratore anziano migliore conciliazione vita/lavoro, e al contempo, attui il trasferimento delle competenze professionali a favore di giovani assunti in parziale sostituzione.

Viene quindi introdotto, per le imprese fino a 50 dipendenti, un sistema di trasferimento generazionale con part-time incentivato per l’accompagnamento alla pensione e assunzioni agevolate di giovani under35 per il passaggio di know-how. Il neoassunto potrà sostituire integralmente la posizione del lavoratore anziano una volta cessato il rapporto di lavoro.

Aggiornata la normativa sulle startup

Per garantire una concorrenza leale ed equa nel mercato della ristorazione e del turismo il Ddl prevede l’obbligo di verificare l’attendibilità della recensione, assicurandosi che sia realmente scritta da chi ha effettivamente usufruito del servizio o acquistato il prodotto recensito.

E a tredici anni dal primo Startup Act, il Ddl delega al Governo l’adozione di un decreto legislativo per la redazione di un testo unico in materia di startup, incubatori e Pmi innovative.
L’obiettivo è coordinare le norme vigenti, apportando modifiche per migliorarne la coerenza giuridica, logica e funzionale, e abrogare le disposizioni obsolete o prive di contenuto normativo.