Con la diffusone costante dei mezzi digitali, crescono inevitabilmente anche i rischi connessi all’uso della rete. Secondo il nuovo rapporto dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM), oltre la metà della popolazione italiana ha avuto esperienze dirette con contenuti online dannosi, come fake news, incitamento all’odio o revenge porn.
L’indagine, condotta su un campione rappresentativo di oltre 7.000 persone dai 6 anni in su, scatta la fotografia di un paese connesso, ma ancora poco preparato.
C’è preoccupazione, ma non se ne parla
Più di otto italiani su dieci si dichiarano preoccupati per i contenuti pericolosi presenti in rete. Eppure, il 44% della popolazione non sente il bisogno di cercare supporto o consigli per usare i media in modo più consapevole.
I giovani sotto i 18 anni mostrano una maggiore propensione a parlarne: si rivolgono in primo luogo ai genitori, poi agli insegnanti o ai coetanei.
Sempre connessi, ma senza strumenti
La quasi totalità degli italiani (90%) accede a Internet ogni giorno, e quasi la metà trascorre online più di quattro ore al giorno.
La competenza nel decifrare i meccanismi dietro ai contenuti digitali è però scarsa: il 64,6% non comprende il funzionamento degli algoritmi che personalizzano ciò che vediamo online. Solo il 7% dimostra una buona alfabetizzazione digitale.
Famiglie più attente, ma con approcci diversi
L’educazione digitale parte anche in casa. Otto famiglie su dieci impongono regole ai figli sull’uso dei media. Alcuni genitori impongono limiti di orario, altri utilizzano sistemi di controllo parentale.
I genitori più istruiti e over 45 preferiscono il dialogo e il monitoraggio; quelli più giovani tendono a ricorrere a divieti più rigidi.
Come reagiamo ai contenuti rischiosi?
Quando si imbattono in contenuti inappropriati, oltre l’80% degli italiani adotta qualche forma di reazione: evitare la fonte, cambiare canale o piattaforma. Solo un terzo verifica l’attendibilità delle notizie.
L’istruzione gioca un ruolo importante: chi ha un titolo di studio più alto tende a essere più attivo nella verifica e nella segnalazione.
Tanta connessione, poca consapevolezza
Il rapporto AGCOM evidenzia un forte divario tra accesso e competenze. L’Italia è online, ma spesso senza bussola.
Serve investire in alfabetizzazione digitale, partendo da scuola, famiglie e istituzioni, per rendere la rete un ambiente più sicuro per tutti.