In Valle d’Aosta le case sono più… green

Obiettivo: ridurre in maniera netta il consumo energetico e le emissioni di gas inquinanti riconducibili a case e palazzi entro il 2035, per realizzare immobili a zero emissioni entro il 2050. È quanto ha deciso il Consiglio dei ministri europei di Economia e Finanze, che lo scorso 12 aprile ha dato il via libera all’Ecofin, la direttiva sulla prestazione energetica degli immobili in Europa.

Tra le regioni italiane è la Valle d’Aosta a detenere il primato per numero di case green. Secondo i dati raccolti dal Sistema Informativo sugli Attestati di Prestazione Energetica (Siape), la Valle d’Aosta vanta un punteggio di 8,4 su 10: è prima per l’elevato numero di attestati di prestazione energetica APE (22,1%), il 14,3% in più di attestati rispetto alla media italiana, e per l’indice di consumo medio di energia rinnovabile (40,8 kWh/m 2 anno).

Sul podio anche Trentino-Alto Adige, Lombardia e Basilicata (a parimerito)

La classifica nazionale prende in considerazione variabili come gli APE green, che come ricorda la guida di Acea Energia, devono contenere la classificazione energetica degli immobili, le emissioni di CO2 e gli indici di consumo medio di energia rinnovabile (EP gl,ren) e non rinnovabile (EP gl,nren). 
In ogni caso, la medaglia d’argento va al Trentino-Alto Adige, con uno score di 7,9 punti.

Al terzo posto la Lombardia, che però è seconda per numero di attestati di prestazione energetica (20,7%), e la Basilicata, quarta per APE (18,6%) e per l’impiego medio di energia rinnovabile (25,9 kWh/m 2 anno), che totalizzano entrambe un punteggio di 7,6 su 10.

La top 10 dell’energia rinnovabile da Nord a Sud

Fuori dal podio le Marche (6,4) e il Friuli Venezia-Giulia (6), seguite a pari merito dall’Abruzzo (5,8), caratterizzato da basse emissioni di CO 2 e da un uso ridotto di energie non rinnovabili, e il Veneto (5,8), penalizzato da un basso utilizzo di energia rinnovabile.

La classifica prosegue con Piemonte (5,4) e Toscana (5). Al nono posto, entrambe con un punteggio di 4,9, Puglia e Umbria. La prima, grazie al rilascio di basse quantità di CO2, la seconda per l’alto valore di consumo medio di energia rinnovabile.
Chiude la top 10 la Sicilia (4,7), prima per emissioni ridotte di anidride carbonica.

Meno virtuose Lazio e Molise

Tra le regioni meno virtuose, riferisce Askanews, con margini di miglioramento, la Calabria (4,4), l’Emilia-Romagna (4,1, prima per utilizzo di energia non rinnovabile, con 240,7 kWh/m 2 anno, superiore alla media annuale italiana di 203,7 kWh/m 2 ), il Molise (3,8) e il Lazio (3,1), sulle quali pesa un numero estremamente ridotto di APE green rilasciati.