L’impegno della ‘Generazione Green’ parte da un presupposto: quasi tre giovani su quattro (74%) si dicono preoccupati per la dispersione delle plastiche nell’ambiente. E un ulteriore 21%, pur non allarmato ai massimi livelli, riconosce la necessità di impegnarsi per limitare il fenomeno.
Solo il 5%, dunque, pare immune dalla ‘eco-ansia’ nei confronti di polimeri e affini.
Tuttavia, il passaggio dalla teoria alla pratica resta complesso.
Quando si parla di conoscenza delle regole base del riciclo le certezze vacillano: 1 giovane su 5 (20%) non possiede informazioni sufficienti per differenziare correttamente, mentre oltre la metà (55%) è ‘solo parzialmente sicuro’ delle proprie scelte.
Emerge dall’indagine condotta da Skuola.net in collaborazione con COREPLA (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclo e il Recupero degli Imballaggi in Plastica).
Solo il 25% si sente davvero competente in materia
In ogni caso, la consapevolezza che il problema esista c’è, e si traduce in un’ampia diffusione di approcci virtuosi.
Il 90% dei giovani effettua spesso o sempre la raccolta differenziata e circa la metà presta attenzione alla sostenibilità del packaging quando fa acquisti.
Quanto alle plastiche, la maggioranza sembra avere interiorizzato alcune regole fondamentali. Il 70% sa che bottiglie e flaconi vanno svuotati, schiacciati e conferiti nella plastica, mentre l’80% è consapevole che prima di buttare un vasetto di yogurt nella plastica bisogna togliere la linguetta.
Tuttavia, solo il 39% sa che il polistirolo deve essere gettato nel bidone della plastica, mentre il 40% lo smaltisce nell’indifferenziato.
Impegno diffuso, ma la conoscenza è ancora carente
Ancora più alto è il tasso di errore se si tratta di giocattoli in plastica: solamente il 35% ritiene di doverli buttare nella raccolta generica, mentre per le confezioni multistrato o con etichette composte da materiali diversi oltre 4 su 10 ammettono di andare in confusione quando arriva il momento di smaltire.
Per fortuna, curiosità e voglia di saperne di più non mancano. L’80% dei giovani si informa autonomamente su ambiente e riciclo, soprattutto su social network (24%), siti web/portali di informazione (18%), scuola e università (14%) e famiglia (12%). Si ritagliano una quota di audience anche gli influencer specializzati in tematiche ambientali (7%).
Il luogo ideale per imparare a proteggere l’ambiente è la scuola
Sono numeri che confermano come i canali digitali rappresentino il principale strumento di aggiornamento per le nuove generazioni. Ma anche quanto il rischio di imprecisioni o informazioni incomplete resti alto.
Forse anche per questo cresce la richiesta di una formazione più solida e continuativa. Oltre un quinto dei giovani intervistati (22%) considera la scuola il luogo ideale per imparare a proteggere l’ambiente, più di campagne online (17%) o iniziative promosse da radio e tv (16%).
Da qui l’importanza di continuare con progetti di sensibilizzazione, a scuola e nei luoghi di aggregazione online, per consolidare la transizione verso una cittadinanza più sostenibile e responsabile.