Perché i social media hanno ucciso la televisione?

Sono 29 milioni gli italiani che seguono almeno un influencer sui social media, di cui circa il 50% orienta i propri acquisti in base ai consigli diffusi dai content creator. Nel 2023 l’advertising online e sui social media ha superato gli investimenti in ambito pubblicitario televisivo. In Italia sono stati investiti 10,2 miliardi di euro nella pubblicità, di cui oltre il 48% del totale destinato al digital e il 35% alla TV (fonte: Osservatorio Internet Media della School of Management del Politecnico di Milano).

Insomma, i social network stanno diventando la nuova tv, perché si sono trasformati da network di persone a piattaforme di contenuti, show, rubriche, serie che si ripetono proprio come nel palinsesto televisivo.
La fruizione classica dei contenuti televisivi tramonta in favore di una direzione multipiattaforma e multidevice.

Nuovi potenti “consigli per gli acquisti”

Soppiantato il contenuto freddamente pubblicitario, che lavora solo sull’awareness, oggi l’utente viene convinto ad acquistare con un video esplicativo, una narrazione, un accompagnamento nell’esperienza. Secondo l’Osservatorio InSIdE, promosso da Pulse Advertising Italia, il 20% degli utenti intensivi di TikTok dichiara di aver preso in considerazione un prodotto Beauty perché raccontato da un creator, segue il 19% di prodotti Tech e il 13% di servizi di Entertainment.

In pratica, i cosidetti ‘recommendation media’ (Youtube, Meta e Tiktok) potrebbero essere paragonati alla nuova forma di televisione proprio per i contenuti che propongono, guidati dell’algoritmo che accompagna l’utente nella fruizione di un ‘palinsesto’ scelto sui suoi gusti.

Il fenomeno Social TV

Se la tv via cavo resta fonte di informazione e intrattenimento solo per un pubblico ‘anziano’ l’utente più giovane, abituato a contenuti veloci, non segue un intero programma, ma guarda solo gli highlights diffusi quasi in tempo reale. Da qui nasce il fenomeno chiamato Social TV, che riguarda tutte le interazioni scaturite dalla rete in seguito alla visione di una trasmissione o un evento televisivo.

Fenomeno cavalcato consapevolmente dalle stesse reti tv, che grazie alla presenza sui social con profili ufficiali, popolati da ‘minipillole’ dei momenti salienti della trasmissione, alimentano la notorietà di certi personaggi e del programma stesso.

“Il pubblico premia coerenza e storytelling, e se si fida, compra”

“I canali social permettono di comunicare in modo veloce e diretto, diminuendo la distanza tra utente e creator e canalizzano l’acquisto. Sui social la pubblicità funziona ed è misurabile – spiega Claudio Burchi, Executive Director di Pulse Advertising Italia -. La nostra analisi ha confermato che oggi i content creator sono un riferimento importante per i brand che investono sui social, il pubblico social premia coerenza e storytelling, e se si fida, compra. La fiducia verso il creator resta il punto chiave dell’interazione sui social e muove l’utente verso l’acquisto, con un importante incremento della percentuale degli intervistati che afferma di fidarsi dei consigli degli influencer che segue: dal 45% del 2023 al 50% di quest’anno”.