Fiore all’occhiello dell’agroalimentare tricolore, il vino fatica a conquistare il palato e il cuore dei giovani. Da diverso tempo infatti il settore vitivinicolo osserva con una certa preoccupazione il crescente disamore delle nuove generazioni verso il vino.
A fronte di consumi in calo tra i più giovani, attratti da alternative più moderne o considerate più salutari, emerge il timore che manchi il ricambio tra i consumatori. Un cambiamento che potrebbe avere ripercussioni importanti su tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione.
I giovani oggi: meno vino, più consapevolezza
Le analisi condotte da Nomisma Wine Monitor evidenziano un contesto socioeconomico molto diverso rispetto a quello vissuto da chi aveva vent’anni trent’anni fa. I giovani d’oggi, in particolare quelli tra i 18 e i 25 anni, bevono vino in modo occasionale, spesso in occasione di eventi sociali o aperitivi. Spumanti e bianchi fermi sono le tipologie più apprezzate, mentre i vini rosati restano in secondo piano.
Ma la vera novità è nei criteri di scelta: tra i driver principali compaiono l’attenzione alla salute, la sostenibilità ambientale e la provenienza etica del prodotto. Allo stesso tempo, il budget limitato e la scarsa conoscenza dei territori vitivinicoli influiscono sul comportamento d’acquisto.
Una popolazione che invecchia: quale futuro per il vino?
Il calo della natalità e l’aumento dell’età media sono realtà davanti agli occhi di tutti. Secondo Denis Pantini, responsabile di Nomisma Wine Monitor, entro il 2050 un terzo degli italiani avrà più di 65 anni. Un dato che lascia prevedere forti cambiamenti nelle abitudini di consumo, anche nel comparto enologico.
I baby boomer, oggi over 60, rappresentano ancora uno zoccolo duro tra i consumatori. Bevono prevalentemente durante i pasti, acquistano con attenzione al territorio d’origine e tendono a preferire vini fermi. La sensibilità verso le tematiche green resta invece limitata.
Un consumo che cambia con l’età
Confrontando le varie fasce generazionali, emerge un dato interessante: molte abitudini dei più anziani vengono progressivamente adottate anche da chi invecchia.
La frequenza del consumo cresce con l’età, così come l’interesse per l’origine geografica. Al contrario, l’attenzione alla sostenibilità diminuisce.
Benessere e nuovi trend: il vino dealcolato
Tuttavia, un fattore comune sta rivoluzionando il consumo trasversalmente: la crescente attenzione alla salute. Questo approccio, sempre più diffuso, alimenta la domanda di vini a basso tenore alcolico o senza alcol.
Un trend destinato a incidere profondamente sulla produzione e sul marketing del vino nei prossimi anni.