In Italia, il comparto professionale dei droni continua a crescere. Tanto che nel 2024 ha toccato un valore di 160 milioni di euro, con un incremento del 10% rispetto all’anno precedente.
A guidare questa evoluzione è l’applicazione dei droni in settori strategici come la sicurezza, la logistica, la sanità e l’ambiente.
Secondo l’Osservatorio Droni e Mobilità Aerea Avanzata del Politecnico di Milano, l’80% degli operatori si aspetta un’ulteriore espansione entro il 2027.
Le aziende italiane oggi sono 657
In Italia, le aziende attive nel settore sono 657, un numero in lieve calo rispetto al 2023. Il mercato mostra una naturale selezione: ogni anno chiude circa il 5% delle imprese, per lo più realtà giovani o di piccole dimensioni, mentre le nuove aperture si attestano al 2%.
Il fenomeno evidenzia un processo di consolidamento del settore, che si sta strutturando su basi più solide e professionali.
Oltre 1.800 progetti nel mondo: solo il 16% è operativo
Tra il 2019 e il 2024 sono stati censiti 1.882 progetti legati all’uso dei droni a livello globale. Tuttavia, solo il 16% è oggi attivo, segno che molte applicazioni sono ancora in fase sperimentale.
In Italia, gli esperti sottolineano la necessità di accelerare la transizione verso modelli operativi, integrando i droni nei piani di sviluppo urbano e industriale.
Tre livelli di maturità per le applicazioni dei droni
L’analisi dell’Osservatorio ha classificato 15 casi d’uso in tre stadi di sviluppo. In fase iniziale è il trasporto di passeggeri tramite droni, che ha ancora un livello di maturità basso (1,6 su 4), frenato da carenze normative e culturali.
In evoluzione sono il trasporto merci, le applicazioni agricole e la manutenzione infrastrutturale: queste mostrano un punteggio medio di 2,2. In questi casi, il nodo principale resta quello normativo.
Infine in consolidamento: ispezioni, sicurezza, ricerca e soccorso e rilievi ambientali sono le aree più mature (2,7 su 4), anche se restano sfide legate alla scalabilità economica, accettazione sociale e infrastrutture.
Il futuro? Una filiera nazionale integrata
Come ha sottolineato Marco Lovera, responsabile scientifico dell’Osservatorio, è arrivato il momento di costruire una vera filiera nazionale, capace di tradurre le sperimentazioni in progetti concreti e diffusi. Anche Paola Olivares, direttrice dell’Osservatorio, ha ribadito il ruolo centrale dell’Italia, forte di competenze tecnologiche e normative, nel guidare questa trasformazione.