Nel 2023, i sistemi di monitoraggio del Security Operation Center di Yarix hanno rilevato circa 311mila eventi di sicurezza (+87% vs 2022), quasi il doppio rispetto al dato dell’anno precedente. Di questi, circa 83mila (+190%, dato triplicato rispetto al 2022) sono evoluti in incidenti di sicurezza. Inoltre, gli eventi di gravità critica hanno subìto un aumento del 300%, conseguenza delle numerose vulnerabilità emerse in applicativi software di uso comune.
Secondo il nuovo Y-Report, i settori più impattati sono stati il Manufacturing (15%), il Fashion (14%) e l’area Energy & Utilities (10%).
I ransomware
Sempre secondo l’Y-Report, l’Italia si conferma al quinto posto tra i Paesi più bersagliati dai ransomware, dopo Stati Uniti, Regno Unito, Germania e Canada.
Dei 4.474 incidenti su perimetro globale mappati dal team di Yarix Cyber Threat Intelligence, causati da 65 gruppi ransomware, LockBit risulta il gruppo più attivo, contribuendo da solo al 22% degli attacchi totali.
Anche rispetto al ransomware, il Manufacturing si conferma il settore più colpito (19%), seguito da IT (12%), Banking & Finance (11%), Healthcare (9%) e settore Educational (6%).
Complessivamente, questi settori hanno registrato il 57% attacchi totali a opera dei ransomware.
Italia al 20° posto per sistemi compromessi
Nel corso del 2023 il team YCTI ha identificato oltre 193 milioni di credenziali compromesse a livello globale da malware Infostealer (+180% rispetto al 2022) esfiltrate da oltre 2,8 milioni di sistemi compromessi. Oltre 60mila credenziali esfiltrate erano riconducibili a portali aziendali (come, ad esempio, VPN e firewall di diversi vendor), rivendute poi nei mercati underground e sfruttate per ottenere l’accesso iniziale a un sistema aziendale.
L’Italia si posiziona al 20° posto su scala mondiale per sistemi compromessi identificati, con un totale di oltre 38mila dispositivi compromessi (+123 % rispetto al 2022), e al terzo posto su scala europea, preceduta da Spagna (60mila) e Germania (47mila), e seguita da Francia (36mila), Polonia (32mila) e Regno Unito (29mila).
Aumenta l’hacktivismo
L’hacktivismo (crasi di hacking e activism, hackeraggio per motivi politici e ideologici) contro target europei e italiani è aumentato. Nel 2023 sono nati e si sono consolidati gruppi hacktivisti pro-Russia, che hanno attuato nuove tattiche volte a destabilizzare i Paesi europei sfruttando le tensioni sociali interni alle società occidentali.
Il settore trasporti è preso di mira dai gruppi hacktivisti con attacchi di tipo DDoS – Distributed Denial of Service, che impediscono il funzionamento di un sito o un server. Nel primo trimestre 2024, Danimarca (10%), Italia (10%), Repubblica Ceca (9%) sono stati i 3 Paesi più colpiti da attacchi di questo tipo, una sorta di vandalismo digitale in cui viene modificata senza consenso l’aspetto di una pagina web o dell’intero sito, allo scopo di lanciare messaggi offensivi o politici.